Palermo Pazza per il poker

 fonte: espresso - repubblica

Il primo vero torneo di poker a Palermo giocato con le regole del poker texano (texas hold’em)

È il gioco del momento. Un misto di strategia, bluff e fortuna. Nei casinò americani spopola da tempo. In Italia è arrivato da qualche anno trainato dal successo registrato su Internet, ma è già un fenomeno di costume. Sono milioni gli appassionati che seguono le partite in diretta sui canali della pay tv. E adesso il Texas Hold´em, la variante americana del poker a cinque carte, promette di sedurre anche Palermo. La sede palermitana di Italian Rounders, in collaborazione con Italian croupier, ha organizzato il primo torneo di poker sportivo in città. Otto tavoli per un totale di 40 giocatori, diecimila euro in fiches come dotazione iniziale e croupier professionisti a smistare le carte. E per un giorno l´associazione culturale “Il Settecento” di piazza Marina, in cui da tre anni si organizzano tornei di Burraco, si è trasformata in Las Vegas.
Ma non chiamatelo gioco d´azzardo. Chi si siede al tavolo verde sa che perderà al massimo 45 euro, la cifra sborsata per prendere parte al torneo. E in palio non c´è un montepremi in denaro. Ma un viaggio a Ustica e buoni benzina per i primi quattro classificati. Alle 19.30 i croupier scoprono le prime carte.

E il giocatore inizia la sua partita. C´è chi nasconde la tensione dietro le lenti scure e chi simula sorrisi mentre di sottecchi scruta le mosse degli avversari. In terrazza, intanto, i soci del circolo giocano a Burraco. «L´età media è un po´ più alta - dice la direttrice Nora Barbaro - ma la voglia di vincere è la stessa». Marco Basciano ha 24 anni e ha imparato il Texas Hold´em grazie ai tornei online, in cui si gioca con carte virtuali ma si punta con carte di credito reali. «Dal vivo è tutta un´altra cosa» spiega. «Ci sono tanti giocatori professionisti. Sarà dura», aggiunge Manfredi Melodia, 25 anni, laureato all´Accademia di Belle Arti. Si usa un mazzo da 52 carte ma, a differenza del poker classico, si hanno due carte a testa. Vince chi, combinando le sue carte con le cinque comuni a tutti, realizza il punto più alto. Ma il poker non è soltanto un gioco. A volte può diventare una professione. «Ogni anno - spiega Alessandro Sorci, presidente di Italia Rounders Palermo - formiamo 70 croupier professionisti, che trovano inserimento nei casinò di Malta, Bruxelles o sulle navi da crociera».

Alle 21, quando scatta la pausa cena, gli eliminati sono già tre. Si alzano e il tavolo li applaude. Il poker è anche fair play. Marco è rimasto con 6000 euro di fiches. E decide di rischiare. Punta tutto e vince la mano. Manfredi invece è stato appena eliminato, ma la prende con filosofia: «Pazienza, è andata così». All´una meno un quarto, Marco pesca un asso e un due. A terra ci sono tre donne. Il suo avversario risponde con un re e un dieci. Il croupier gira la quarta carta: un re. E poi la quinta: un dieci. «Sarebbe bastato un asso e avrei vinto io - commenta Marco sconsolato - Ma sono decimo ed è stato molto divertente». Alle 3.10, dopo circa otto ore di gioco, ad aggiudicarsi il primo torneo palermitano di poker texano è Nino Barbuzza. Ha 24 anni e finora aveva sempre giocato su Internet. Andrà a Ustica con Domenico, suo fratello.

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