Poker sportivo, grande successo. Roma ha aperto le braccia al Texas Hold’em con un evento d’eccezione: il convegno ‘Poker anno zero: le carte in tavola. Dal poker sportivo ai tavoli virtuali: sviluppi e strategie del mercato italiano’, in scena lo scorso 1 luglio nella cornice del Crowne Plaza St Peter della capitale.
“Il poker sportivo è salito al rango di vero e proprio fenomeno di massa perchè ha delle caratteristiche uniche e regole non complesse. Questo lo rende accessibile a tanti. Il giocatore di poker vive un vero agonismo sportivo. Bisogna prendere atto che vi sia una ‘convivenza’ tra il poker online e quello live. Nella versione ‘dal vivo’ il texas hold’em regala un pathos unico, ma non dimentichiamo che l’online aiuta a diffondere il gioco”. E’ l’intervento di Domenico Tresa, presidente di Italian Rounders, relatore d’eccezione nel primo convegno sul poker in Italia organizzato da Agicos e Entourage media.
Sul tavolo del dibattito anche le cifre che girano intorno al poker. Il direttore di Agicos e moderatore Fabio Felici ha descritto Italian Rounders come la più grande tra le associazioni: “Non ho il conteggio assoluto del nostro network di associazioni – ha continuato Tresa nella sala convegni del Crowne Plaza - ma si tratta di numeri importanti. Il poker è esploso da circa un anno e i motivi risiedono nel fatto che il Texas Hold’em ha la caratteristica di coinvolgere persone attorno ad un tavolo ed unirle in una passione che lascia da parte la gravità delle vecchie bische. Si punta alla socializzazione, e l’organizzazione di appuntamenti nazionali ed internazionali, sui quali noi puntiamo molto, serve proprio per far incontrare gli appassionati. Il poker attuale viene vissuto come forma di agonismo e questo lo rende emozionante e ’sportivo’ nella competitività e nella possibilità di progredire tecnicamente divertendosi, il segreto di questo speciale fenomeno”.
Oltre al presente, si è toccata anche la sfera del futuro del poker sportivo e delle migliorie da apportare ad un gioco tanto amato in Italia. Tresa non ha dubbi: “Non abbiamo una grande tradizione ma abbiamo creato numeri importanti, il bisogno è quello di elevare la nostra esperienza e di accrescere il confronto che può arrivare proprio dall’online. Siamo giovani, ma la nostra associazione e il poker in Italia è sicuramente un esempio a livello europeo”.
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